Kaikki mitä unohdin sanoa


1. Kylästys
2. Kenelle rakkauteni kuuluu
3. Lampaat ja paimenet
4. Saavut pimeään iltaan
5. Kaupunkimetsä
6. Satu aasista
7. Kruunusi olet ansainnut
8. Kaikki mitä unohdin sanoa

Foxglove, 2006, CD-R

finnish troubadour ville moskiitto returns with his second full-length for foxglove. "kaikki" is quite different than his previous efforts, though, focusing more on acoustic and organic sounds to get through the long winter nights. from soil-soaked whimisical folk roots to angular forest squawk, moskiitto's alter-ego is pure magic. whispered vocals and accordians create sonic depth and push "kaikki mitäunohdin sanoa" further out toward the midnight sun.


"This album differs a lot from the other works of Ville Moskiitto. The author focuses more on acoustic and organic sounds. From odd soil-blurry folkish roots to awkward forest plaints, the alter ego of Moskiitto - pure magic. Whisper and accordion make sound deeper and push "Kaikki Mitaunohdin Sanoa" forward to the midnight sun."

"This new cdr from Finland's Ville Moskiitto forsakes the bleak atmosphere building of his two earlier cdrs and instead creates a collection of delightful melodies that seem to evoke the fragile warmth and life of spring. Acoustic guitar mostly with a bit of accordion, murmured vocals and flute." [Boa Melody Bar]

"Foxgloven julkaisema Kaikki mitä unohdin sanoa on Moskiiton kolmas albumi, joka eroaa edellisistä melkoisesti. Aivan liian vähän kuuntelun perusteella uusi levy tuntuu aiempia eloisammalta (meinasin kirjoittaa “elävämmältä”, mutta se olisi ollut vääryys) ja jotenkin rakenteellisemmalta. Vaikutelmaa lisää myös edellisiä kokonaisuuksia kevyempi tunnelma. Kaikki mitä unohdin sanoa on paikoin jopa hyväntuulinen ja leikkisä verrattuna aiempien albumien tummaan ja vähäeleiseen dramaattisuuteen. En tiedä, onko tämä parempi kuin viimevuotinen Harmaille teille, mutta ainakin yhtä hyvä." [Jaakobin Uusi Testamentti]

"Di certo sembra musica che arriva da un passato remoto, precedente addirittura l’invenzione dei supporti di registrazione, quella di questi due dischi bislacchi. Non sono purtroppo un esperto di folk né di psichedelia, quindi perdonatemi se i riferimenti cui accosterò Corsican Paintbrush e Ville Moskiitto saranno pochi e forse poco pertinenti... (direi Sun Ra, ma anche il celebrato Six Organs of Admittance) di sicuro quella in cui si cimentano è una musica estremamente istintiva, lisergica, reiterativa, prevalentemente improvvisata, profondamente umana. Fa specie considerarne l’origine, nel primo caso Tulsa, nell’Oklaoma, in pieno centro USA, e nel secondo la Finlandia. Corsican Paintbrush sono, tra l’altro, i titolari stessi di Digitalis Industries e della sua sussidiaria Foxglove, rispettivamente label dei due lavori qui recensiti (la prima per i CD, la seconda per i CD-R): si tratta di Brad Rose e di sua moglie Eden, che qui immagino in un bosco, circondati da strumenti che vanno dal bouzouki a qualunque tipo di sonaglietto, banjo e sicuramente altri strumenti di etnie nelle quali dubito affondino le proprie radici. Il finnico invece, Ville Moskiitto, lo vedo solo, in uno stanzino dalle pareti in legno, affacciato alla finestra ad osservare la neve che cade, imbracciando una chitarra acustica e strimpellando di tanto in tanto un organetto scassato.
No, non mi sono fatto di acidi pure io per entrare nel clima giusto per scrivere la recensione, credo sia sufficiente l’ascolto dei dischi stessi, peraltro – seppur necessariamente un po’ lo-fi – molto belli e facilmente fruibili anche come sottofondo di letture o chiacchiere serali. L’attenzione ai suoni non è certo spasmodica, ma non è l’ascolto attento in cuffia la dimensione di questa musica stralunata.
Per un ritorno alla primitività musicale. Ben venga."
[Sands-zine]



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